Settimana Nazionale della Celiachia

In occasione della settimana della celiachia AIC Umbria ti aspetta Giovedì 18 Maggio 2017 per una consulenza gratuita con i nostri esperti a Foligno, Terni e Perugia; in questa occasione avrai la possibilità di conoscere al meglio la celiachia e l’alimentazione senza glutine; scegli la sede per te più comoda e chiama per prenotare;
FOLIGNO: dalle 15:00 alle 19:00 presso Farmacia AFAM 2 – Via Roma 2, Foligno (PG); per prenotazioni chiamare al numero 377 1675973
TERNI: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00 presso la nostra sede di Terni in via delle Terre Arnolfe 46/G; per prenotazioni chiamare al numero 331 4174681
PERUGIA: dalle 10:00 alle 19:00 presso la nostra sede di Perugia in Via Palmiro Togliatti 73A/1 Corciano (PG); per prenotazioni chiamare al numero: 334 7523564

L’EVENTO è APERTO A TUTTI!!! TI ASPETTIAMO

Cosa Sono I Buoni?

A seguito della diagnosi effettuata dal medico specialista, il celiaco ha diritto ai prodotti dietetici senza glutine, indispensabili per la sua dieta, rigorosa ed irreversibile. I prodotti sostitutivi presenti nel Registro Nazionale Alimenti Senza Glutine e contraddistinto dal marchio verde e bianco riportato in etichetta, possono essere acquistati nei: negozi specializzati, nelle GDO (supermercati), nelle parafarmacie e nelle farmacie, pubbliche e private, fino al raggiungimento di un tetto di spesa mensile, fissato dal decreto del 04/05/2006, secondo quanto segue:
fino ai 10 anni di età i tetti di spesa sono parificati per maschi e femmine e sono modulati in questo modo:
dai 6 mesi a 1 anno  Euro 45,00; fino a 3,5 anni Euro 62,00; fino a 10 anni Euro 94,00;
dai 10 anni d’età Euro 140,00 per gli uomini e Euro 99,00 per le donne.
(Vista l’autonomia delle Regioni, in alcuni casi questi tetti di spesa possono essere differenti).
La differenza degli importi fra bambini, Maschi e Femmine adulti si basano sul diverso fabbisogno calorico tra i due sessi stabilito nelle tabelle dei LIVELLI DI ASSUNZIONE GIORNALIERI RACCOMANDATI DI NUTRIENTI PER LA POPOLAZIONE ITALIANA (L.A.R.N) e redatte dalla SOCIETÀ ITALIANA DI NUTRIZIONE UMANA.

Occorre inoltre ricordare che l’importo del buono non è una regalia dello Stato a compensazione per la nostra patologia, ma è una cifra a parziale copertura della differenza fra il prezzo del prodotto “normale” e del corrispondente “senza glutine” per quanto riguarda quella parte di carboidrati che dobbiamo acquistare attingendo al registro nazionale dietetici e cioè ai prodotti sostitutivi senza glutine, come: pasta, farina, pane, fette, cracker, grissini, biscotti, dolci, etc.

Inoltre gli importi sono stati studiati tenendo conto del fabbisogno medio mensile di una persona per l’acquisto di quella quota di carboidrati tenendo conto che anche tra i carboidrati alcuni di essi sono naturalmente senza glutine (riso, patate, mais) e che grande parte della nostra alimentazione dovrebbe basarsi sui moltissimi alimenti naturalmente privi di glutine che non fanno parte della categoria dei carboidrati, come per esempio: carne, pollame, verdure, frutta …ecc.).

In Umbria  chi è diagnosticato celiaco/a ha diritto all’erogazione di alimenti senza glutine, il tetto di spesa mensile è spendibile in tutti gli esercizi convenzionati con la ASL.
Elenco degli esercizi autorizzati all’erogazione degli alimenti senza glutine: http://www.uslumbria1.gov.it/pagine/celiachia-informazioni-ed-approfondimenti-utili

In Umbria, con la D.G.R. 1141: “Prodotti senza glutine ai soggetti affetti da celiachia: ampliamento delle modalità di erogazione”,  si è ampliata l’erogazione gratuita degli alimenti consentendo anche a negozi specializzati e GDO la possibilità di potersi convenzionare con le ASL.
La dematerializzazione del buono consente ai celiaci umbri, tramite il proprio tesserino fiscale, di poter acquistare negli esercizi convenzionati in ogni punto della regione e fino al tetto di spesa mensile di cui si ha diritto.

Il responsabile della veridicità della dichiarazione di spesa è il soggetto assistito, cioè il celiaco; pertanto consigliamo sempre di verificare prima di firmare, per evitare o correggere eventuali errori, che gli articoli registrati siano effettivamente quelli che avete ritirato presso il vostro punto vendita. Ricordiamo che non è possibile acquistare a carico del SSN (quindi con il buono) prodotti non notificati e non iscritti nel registro nazionale degli alimenti. Nel caso involontariamente venissero acquistati prodotti non erogabili a carico del SSN si rischia un’accusa di truffa a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Per concludere la legge 123 del 4 luglio 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7 luglio 2005 n.156, sancisce le norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia e riconosce ai celiaci una serie di diritti come per esempio il diritto all’erogazione gratuita di alimenti senza glutine. Successivamente, il Decreto Legge del 04/05/2006 stabilisce le norme e fissato i tetti massimi di spesa a livello nazionale per l’erogazione dei prodotti senza glutine.

Cos’è la celiachia?

Cos’è la celiachia?

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine e alle proteine ad esso affini contenute in vari cereali che provoca, in soggetti geneticamente  predisposti , una reazione infiammatoria a carico del piccolo intestino.

Epidemiologia

In passato la celiachia (MC) era considerata una patologia rara e confinata in Europa; studi epidemiologici condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che in realtà la MC è una delle patologie permanenti più frequenti del genere umano, con una distribuzione su scala mondiale nella popolazione generale pari allo 0.5-1.0%. Tale alta prevalenza non sorprende se si pensa che la celiachia è una malattia multifattoriale nella quale sono coinvolti fattori genetici ed ambientali ubiquitari.  Comunque la MC rimane estremamente sottostimata: basti considerare il fatto che in Italia solo 55 mila dei 500,000 pazienti possibilmente affetti da MC sono stati diagnosticati.

Genetica

La celiachia è una malattia multifattoriale in cui sono coinvolti fattori ambientali (glutine) e fattori genetici. L’importanza dei fattori genetici è confermata dalla maggiore incidenza della malattia nei parenti di primo grado dei pazienti celiaci (circa 10 volte superiore alla popolazione generale) e dall’ elevata concordanza della malattia in gemelli monozigoti (oltre l’85%) . La celiachia puo’ svilupparsi solo in quei soggetti capaci di esprimere, a livello delle cellule immunocompetenti, particolari eterodimeri del complesso maggiore di istocompatibilità (HLA) e precisamente il DQ2 o il DQ8. Va considerato che un assetto HLA compatibile con lo sviluppo di celiachia si ritrova in circa il 30% della popolazione sana e nel 70% dei parenti di 1° di pazienti celiaci. La presenza di un assetto HLA compatibile quindi non indica necessariamente lo sviluppo della malattia mentre la sua assenza  (soggetto DQ2/DQ8 negativo) ci dice quindi che è altamente probabile che il soggetto non sia celiaco (valore predittivo negativo pari al 99%).

Manifestazioni cliniche

In relazione al quadro clinico la malattia celiaca viene attualmente classificata in forma attiva (tipica e atipica), forma silente e forma latente. La malattia celiaca tipica esordisce generalmente a distanza di alcuni mesi dall’introduzione del glutine nella dieta ed è caratterizzata dalla comparsa di diarrea acuta o cronica con feci liquide, semiliquide, chiare e abbondanti.  L’arresto della crescita e/o il calo ponderale sono spesso presenti come conseguenza del malassorbimento. L’addome si presenta espanso e globoso per l’ipotonia e l’ipotrofia dei muscoli della parete addominale e contrasta con la magrezza presente agli arti inferiori che appaiono esili e sottili. Molto spesso concomitano alterazione dell’umore e del carattere che vanno dall’apatia all’irritabilità. Il bambino vive in stretta dipendenza dalla madre e a volte si chiude in se stesso fino a mimare un quadro di tipo autistico. A questi sintomi si possono associare dolori addominali, vomito e anemia.

Tutt’altro quadro clinico caratterizza la malattia celiaca atipica dove il sintomo diarrea è assente e prevalgono i sintomi extra intestinali. Tale forma interessa piu’ frequentemente il bambino piu’ grande o l’adulto. In generale le manifestazioni cliniche sono secondarie allo stato di malassorbimento e comprendono anemia megaloblastica da carenza di acido folico, anemia ferrocarenziale che non risponde alla terapia marziale, rachitismo, osteomalacia, osteoporosi e alterazioni dello smalto dentario. Queste ultime consistono in una displasia di vario grado che provoca alterazioni cromatiche, solcature trasversali e picchiettature fino ad arrivare alla perdita totale dello smalto dentario ed una caduta completa dei canini e degli incisivi. Anche la bassa statura isolata riconosce nel 10% dei casi come causa la celiachia. Un’altra manifestazione extraintestinale è rappresentata dalla dermatite erpetiforme che in passato era considerata come una malattia a sè stante “associata” alla celiachia. Altri sintomi della forma atipica di celiachia sono rappresentati da: stipsi, meteorismo addominale, dolori addominali ricorrenti, aftosi recidivanti del cavo orale, anoressia, atassia, ritardo puberale e infertilità. Anche un’ipertransaminasemia idiopatica persistente può rappresentare l’unico sintomo della celiachia.

La malattia celiaca silente è una condizione caratterizzata dalla presenza di alterazioni della mucosa intestinale tipiche della celiachia in assenza di sintomi. Tali alterazioni regrediscono dopo dieta priva di glutine. La conoscenza di tale forma clinica è importante poichè  il 10-15% dei parenti di primo grado di soggetti celiaci presenta una mucosa intestinale atrofica in assenza di sintomi riferibili alla celiachia. Ultima variante clinica è rappresentata dalla malattia celiachia latente condizione in cui la malattia, pur essendo presente, non si è ancora manifestata. Si tratta di soggetti che al momento della diagnosi presentano una mucosa intestinale normale in presenza di marcatori anticorpali positivi che in un altro momento della loro vita svilupperanno un’ atrofia glutine dipendente della mucosa. Questa categoria di pazienti non viene sottoposta a regime dietetico privo di glutine ma deve essere sicuramente monitorata nel tempo.

Associazioni con altre patologie

Molte malattie, soprattutto malattie autoimmuni e sindromi genetiche, sono frequentemente associate alla celiachia. I soggetti  affetti da queste patologie, appartenendo a una categoria a rischio, dovrebbero eseguire i test di screening per la malattia celiaca

Associazioni più importanti e frequenti della celiachia
Malattie a certa o probabile patogenesi autoimmune Sindromi genetiche con forte associazione a malattie autoimmuni
Diabete Mellito tipo 1Tiroiditi autoimmuni Sindrome di DownSindrome di Turner
Malattie infiammatorie  intestinaliLESArtrite reumatoide Sindrome di Williams
Deficit di IgAAnemia emolitica autoimmunePorpora trombocitopenica idiomaticaAlopecia
Epatite cronicaOrticaria cronicaMiocardiopatia dilatativaSclerosi multipla

S. di Siogren

Diagnosi

Il primo protocollo diagnostico per la malattia celiaca prevedeva l’esecuzione di tre biopsie intestinali che evidenziassero la presenza delle tipiche lesioni della mucosa (atrofia o subatrofia) a dieta con glutine, la loro regressione dopo dieta aglutinata e la loro ricomparsa dopo reintroduzione del glutine nella dieta. Negli ultimi anni, grazie alla disponibilità di test sierologici di screening ad altissima sensibilità e specificità, il protocollo diagnostico è stato revisionato e modificato. Attualmente per la diagnosi di celiachia è sufficiente un’unica biopsia che dimostri le tipiche lesioni della mucosa intestinale a dieta contenente glutine, la remissione clinica e la negativizzazione dei markers sierologici dopo dieta priva di glutine.

Diagnosi sierologica: Il primo test di screening usato su larga scala fin dagli anni 80 è stato il dosaggio degli anticorpi antigliadina (AGA) di classe IgA e IgG, particolarmente sensibili nei bambini con età inferiore ai 2 anni di vita. La determinazione combinata di entrambe le classi di AGA (IgA e IgG) rende il test molto sensibile e discretamente specifico permettendo di individuare anche le forme di celiachia  in cui sia presente un deficit di IgA. Il limite della metodica è rappresentato dalla presenza di falsi positivi in particolare riguardo agli AGA IgG. Gli anticorpi antiendomisio (EMA) presentano, rispetto agli AGA, una migliore sensibilità, specificità e predittività diagnostica. Sono anticorpi di classe IgA ricercati mediante immunoflorescenza indiretta utilizzando come substrato l’esofago di scimmia e, piu’ recentemente,  il cordone ombelicale umano con una tecnica che richiede grande esperienza da parte dell’esaminatore. I rari casi di falsi negativi si sono riscontrati soprattutto nel primo anno di vita e nei pazienti con deficit di IgA. Di ultima identificazione sono gli anticorpi antitransglutamminasi umana  (h-tTG) di classe IgA, dosati con tecnica immunoenzimatica automatizzata non operatore dipendente, che presentano una sensibilità diagnostica sovrapponibile a quella degli EMA. Si puo’ prevedere che in futuro gli anti tTG sostituiranno gli EMA nelle indagini di screening per malattia celiaca.

Biopsia intestinale

Nonostante l’alta specificità dei test sierologici la diagnosi di celiachia dovrà essere sempre confermata da una biopsia intestinale. Mediante esofagogastroduodenoscopia  si prelevano  piccoli frammenti di mucosa duodenale che verranno poi analizzati al microscopio per la ricerca delle lesioni tipiche della celiachia  (atrofia totale o  subtotale dei villi). La classificazione attualmente utilizzata per la valutazione delle lesioni intestinali è quella proposta da Marsh nel 1990 e modificata da Obnuber nel 1999. In alcune condizioni (ridotta introduzione di glutine con la dieta o minore responsività al glutine stesso) l’enteropatia da glutine puo’ assumere quadri istologici meno severi presentando solo lesioni infiltrative (villi normali o con lievi segni di atrofia, aumento dei linfociti intraepiteliali).In casi selezionati per la conferma diagnostica sul prelievo bioptico si rendono necessarie indagini piu’ specifiche (caratterizzazione immunoistochimica).

Classificazione Istologica delle lesioni intestinali(Marsh,1990 modificata secondo Oberhuber,1999)
Celiachia Tipo 1 (lesione infiltrativa)Villi normali e aumento patologico LIECeliachia tipo 2 (Lesione iperplastica): 

villi normali, iperplasia elementi ghiandolari, aumento LIE

Celiachia Tipo 3A (lesione distruttiva)

Atrofia lieve dei villi, enterociti di superficie di altezza ridotta con brush-border irregolare, vacuoli citoplasmatici e incremento LIE

Celiachia tipo 3B (Lesione distruttiva):

Atrofia moderatadei villi, enterociti di superficie di altezza ridotta con brush-border irregolare e vacuoli citoplasmatici, aumento LIE

Celiachia tipo 3C (Lesione distruttiva):

Atrofia grave dei villi, enterociti di superficie di altezza ridotta con brush-border irregolare e vacuoli citoplasmatici, aumento LIE